Effetto Biturbo

Maserati Biturbo
Se c’è un modello, o in senso più ampio, un periodo che in Maserati vorrebbero cancellare, che non fosse mai esistito, e che – da anni - non intendono ricordare e addirittura nemmeno nominare la parola, ebbene quel modello, quel periodo, quella parola è Biturbo.
Esiste forse ancora oggi un effetto Biturbo?

La storia è ben conosciuta. Sintetizzando, la Maserati Biturbo nata nel 1981, è un modello che ha tutte le credenziali per essere una vettura di successo: linea sportiva, elegante, abitacolo riccamente rifinito, ottima abitabilità. Meccanicamente è addirittura rivoluzionaria grazie all’adozione della sovralimentazione tramite 2 turbocompressori.
E’ una vettura dall’iniziale grande successo che fa credere nella rinascita del mito Maserati, che fa sperare nell’inizio di un periodo di rinnovato splendore.
Ben presto però si manifestano problemi di affidabilità, di qualità costruttiva, di cattiva gestione del prodotto e le critiche conseguenti sono talmente pesanti che arrivano a minare la credibilità ed il prestigio del marchio Maserati.
A poco varranno le varianti e i modelli presentati successivamente che, nel tempo, ridurranno le diverse problematiche. 
L’effetto Biturbo segna negativamente, per un lungo periodo, il blasone della Casa.
Non parleremo qui di questo modello – queste prime righe ci sono servite solo come premessa - ma di quell’effetto Biturbo da cui il Tridente pare non riuscire a liberarsi in via definitiva, un effetto Biturbo di cui il marchio sembra ancora prigioniero e che impedisce a Maserati il ritorno ad una effettiva, duratura, prestigiosa permanenza nel settore dell’auto di lusso.
Un effetto, una sindrome, che sembra essersi esteso ad altri marchi del gruppo FCA.
Siamo stati molto indecisi ed in grave difficoltà nello scrivere quanto segue, abbiamo subito un vero e proprio stallo in attesa di prendere la decisione di farlo, anche perché, oltre al dispiacere e alla delusione per questo stato di cose, inevitabilmente, dobbiamo portare qualche critica alla gestione di uno dei migliori manager – dal punto di vista finanziario - che il Gruppo FIAT, ora FCA, abbia avuto: Sergio Marchionne. 
Come sempre, le nostre sono parole dettate dalla passione e siamo disponibili al confronto e a dare spazio ad altre opinioni.
Dunque: Alejandro De Tomaso, definito con molti, discordanti aggettivi, lascia a FIAT la gestione della Maserati nel 1993. A quel momento la reputazione della Casa è ai minimi termini. La sua gestione ha pesantemente risentito delle ristrettezze economiche in cui sempre ha dovuto muoversi: la Biturbo, come detto, concettualmente vettura straordinaria, si è rivelata un fallimento per mancanza di una progettazione accurata e a causa di uno sviluppo affrettato. 
A nulla è valso inseguire tardivamente standard qualitativi simili a quelli delle vetture concorrenti.
Inoltre la forte personalità di De Tomaso non attirava certamente simpatie e spesso lo si è accusato di essere più che altro un astuto uomo di affari, di alta finanza e di trascurare il prodotto.
Beh, questo non vi ricorda forse qualcuno? Si ripresenta già qui l’effetto Biturbo?

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