Auto stradali

Le automobili stradali nascono dallo stesso DNA che ha permesso alla Maserati di conseguire vittorie esaltanti sulle piste di tutto il mondo.  
Dopo alcune vetture prodotte in numeri molto limitati negli anni antecedenti, nel 1957 Maserati presenta la 3500 GT vettura destinata a dare il via ad una serie di automobili di grande successo.
Le vetture Maserati hanno sempre proposto caratteristiche uniche e in apparente contrasto: sono auto sportive, dotate di motori potentissimi ma caratterizzate da linee eleganti, mai estreme, disegnate dalle firme più prestigiose, con interni spaziosi, comodi e lussuosamente rifiniti, impreziositi da accessori per accrescere il comfort  montati per la prima volta su automobili europee.
Ogni Maserati, indipendentemente dal periodo in cui venga prodotta, si distingue oltre che per prestigio, eleganza e sportività per qualcosa di unico e impalpabile ma fondamentale che deriva da un blasone e da una storia sportiva ed umana che non ha confronti.

Il modello deriva dalla 425 di cui riprende la carrozzeria 420 Se gli interni.
Il propulsore è invece il due litri della Biturbo rinnovato in alcuni particolari: troviamo qui le canne in alluminio rivestite al "Nigusil" un trattamento che crea una parete interna delle canne di estrema durezza.
L'impiego dell'alluminio per le canne e per i pistoni garantisce una perfetta sincronia delle dilatazioni anche alle temperature più alte.
Inoltre le turbine sono adesso raffreddate ad acqua: il motore non subisce danni una volta spento poiché il raffreddamento prosegue per effetto termosifone.

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A due anni dal debutto della Biturbo nasce la versione 425berlina denominata 425.
E' il processo inverso di quanto solitamente accade: dapprima si progetta la berlina e quindi il coupè.
Pur sovvertendo questo procedimento i risultati sono ottimi: la linea non risente affatto della derivazione dalla Biturbo e, anzi, caratterizzata da un aumento della misura del passo, risulta assai proporzionata.
La vettura si rivolge ad una clientela che, interessata alla Biturbo, vedeva nella configurazione a 2 porte un limite non accettabile.
Il motore continua ad essere l'elemento di spicco: con l'adozione di due turbine la vettura accelera con prontezza inoltre potenza e coppia sono paragonabili a quelle fornite da motori 4 litri aspirati.

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E' la prima Maserati dell'epoca moderna. Biturbo
Nasce nel 1981 quando la gamma costituita da Merak, Khamsin e Quattroporte necessita di un modello base per aumentare i volumi di produzione.
E' un coupè compatto, a tre volumi, di impostazione sportiva con una linea marcatamente cuneiforme.
Internamente è contraddistinto da un'abitabilità per 5 persone (quattro sedute comodamente), interni lussuosamente rifiniti in cui spiccano i sedili rivestiti con tessuti Missoni.
Meccanicamente è addirittura rivoluzionaria per l'epoca: il motore è sovralimentato da due turbocompressori (uno per bancata), con tre valvole per cilindro (due di aspirazione, una di scarico).
In realtà il propulsore è ancora quello ideato da Giulio Alfieri per la Citroen SM, qui rivisto e aggiornato e dotato, appunto, di turbocompressori.

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E' la vettura italiana di rappresentanza per antonomasia. Quattroporte Royale
L'eleganza e la classicità delle sue linee, disegnate da Giugiaro, ne fanno ancora oggi uno dei più riusciti esempi di design per vetture di queste dimensioni e classe.
Si aggiunge a ciò un allestimento interno ineguagliato per ricchezza di dotazioni ed opulenza.
Maserati, con questa vettura, cancella la brutta esperienza della precedente serie voluta da Citroen e rinverdisce il successo della prima versione.
La vettura è presentata al Salone di Torino nel 1976 ma giunge sul mercato 3 anni dopo nelle cilindrate di 4,2 e 4,9 litri.
Con questa motorizzazione il cambio è automatico e solamente con sovrapprezzo, come optional, viene offerta la trasmissione manuale.

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