Auto stradali

Le automobili stradali nascono dallo stesso DNA che ha permesso alla Maserati di conseguire vittorie esaltanti sulle piste di tutto il mondo.  
Dopo alcune vetture prodotte in numeri molto limitati negli anni antecedenti, nel 1957 Maserati presenta la 3500 GT vettura destinata a dare il via ad una serie di automobili di grande successo.
Le vetture Maserati hanno sempre proposto caratteristiche uniche e in apparente contrasto: sono auto sportive, dotate di motori potentissimi ma caratterizzate da linee eleganti, mai estreme, disegnate dalle firme più prestigiose, con interni spaziosi, comodi e lussuosamente rifiniti, impreziositi da accessori per accrescere il comfort  montati per la prima volta su automobili europee.
Ogni Maserati, indipendentemente dal periodo in cui venga prodotta, si distingue oltre che per prestigio, eleganza e sportività per qualcosa di unico e impalpabile ma fondamentale che deriva da un blasone e da una storia sportiva ed umana che non ha confronti.

Alla Merak è affidato il compito di conquistare il Merakmercato delle vetture sportive di media cilindrata.
In questo campo è di fondamentale importanza contenere i costi cosicché si adotta lo stesso propulsore della della Citroen SM portato a 3 litri di cilindrata, lo stesso pianale e numerosi altri particolari della Bora.
La Merak si differenzia rispetto a quest'ultima nella parte posteriore per via di due montanti che raccordano l'abitacolo al cofano motore.
Internamente, per una maggior spaziosità dovuta ai minori ingombri del motore 6 cilindri, troviamo un divanetto posteriore comunque praticamente inutilizzabile.

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Maserati, per far fronte a modelli della concorrenza Boradi impostazione analoga, si cimenta nella produzione di un modello coupè due posti con motore in posizione posteriore centrale.
La linea è affidata a Giugiaro della Ital Design.
Il compito non è semplice: nonostante la configurazione meccanica infatti non si deve venir meno alla caratteristiche tipiche del prodotto Maserati quali comfort, ottima guidabilità, eleganza delle linee.
La Bora viene presentata al Salone di Ginevra nel 1971 e desta sensazione per l'armonia delle sue linee sobrie, moderne, aggressive ma senza eccessi.
La particolarità della vettura è quella di avere i montanti anteriori e il padiglione in acciaio spazzolato.
Le prestazioni di rilevanza assoluta e l'impostazione due posti secchi conferiscono alla Bora il titolo di macchina di grande esclusività.

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Dopo alcune vetture chiamate con nome di venti, Indyecco di nuovo un nome di un circuito per rievocare il glorioso passato sportivo: dopo Sebring, Indy.
E' la riproposta del tema del coupè ad alte prestazioni caratterizzato da un'abitabilità per quattro persone svolto in precedenza, con forme più anonime dalla Mexico.
La linea, disegnata da Vignale, è vagamente ispirata a quella della Ghibli: ne ripropone il lungo cofano mentre, posteriormente, il padiglione è meno spiovente per favorire l'abitabilità.

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E' un coupè dalla linea estremamente aggressiva, Ghiblicon caratteristiche marcatamente sportive anche se mantiene tutte le doti di comfort e abitabilità tipiche della produzione Maserati.
La bellissima linea, dovuta a Ghia (Giugiaro), è caratterizzata dal lungo ed affusolato muso consentita dall'adozione della lubrificazione a carter secco, dei fari a scomparsa e dall'altezza generale assai ridotta.
Alla presentazione, avvenuta al Salone di Torino del 1966, la vettura suscita subito grandi entusiasmi.
Raffinatissimi pure gli interni.

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